Sulla soglia di casa

Sulla soglia di casa

Abitare tra sogno e realtà

2019
14,5X21
Moretti&Vitali
ISBN: 978 88 7186 749 6
24,00 €

Ho iniziato da ragazza senza uno scopo cosciente, come assecondando una specie di istinto. Dovevo farlo. Stavo inconsciamente cercando la mia casa ideale, cercavo me stessa anche se allora ero lontana anni luce dal poter formulare questa idea. Della casa in cui abitavo ricordo in particolare il grande cortile in cui noi bambini giocavamo. Momenti di libertà e di svago in cui la fantasia e il sogno prendevano il sopravvento su tutto il resto, che invece era molto pesante e doloroso. Poi ho iniziato a raccogliere disegni e riproduzioni di quadri in cui la casa spiccava quale protagonista della scena. In qualche modo capivo o meglio intuivo che questa immagine mi riguardava, e mi offriva la chiave per aprire qualche porta importante.

Ho compreso in seguito che si trattava della porta d’accesso al mondo interiore. Certo, lo sappiamo: la casa è figura dell’eterna tensione umana ad avere un rifugio accogliente e nello stesso tempo è figura della paura di rimanerne prigionieri. In questo senso la casa è immagine della soglia fra il dentro e il fuori. Varcandola si può guardare dentro e venire a conoscenza di angoli e pertugi insospettati che nascondono cose importanti. Allora si può decidere di entrare ed esplorarli questi spazi in ombra e ancora sconosciuti; viceversa se si è già dentro, varcando la soglia si può vedere là fuori la scena del mondo e decidere di uscire per prenderne parte. Forse era questa doppia prospettiva ad affascinarmi: i poli opposti della vita che si richiamano e che ci costringono a vedere i due lati delle esperienze e dei fenomeni. La casa è una necessità essenziale e, né più né meno, è un pericolo essenziale. Ci si può perdere sia rimanendo sempre dentro che cercando sempre fuori e sia dentro che fuori ci si può salvare.

Recensioni

Recensione di Maria Pia Barraco

“Sulla soglia di casa. Abitare tra sogno e realtà, Moretti&Vitali Editori, 2019” di Carla Stroppa, autrice di molti saggi e psicoanalista junghiana, risuona come testo speculare in cui ciascun lettore, scorrendo le pagine del libro, può rivedere la propria  casa reale e/o ideale; riappropriarsi di quei sogni dove la casa o le case oniriche si riconoscono come un susseguirsi di pittogrammi che interagiscono ed abitano il nostro mondo interno.

Il saggio segue uno stile, le cui atmosfere poetiche e musicali offrono ricordi costellati dalle esperienze che imprimono ai diversi piani del proprio habitat percorsi di vita e di partecipazione agli eventi, in un continuo et-et di trasformazione.

La casa, “immagine della soglia fra il dentro e il fuori “, diviene rifugio ed esplorazione per aprire porte e finestre del proprio mondo interiore ed esteriore.

In termini metaforici, nelle stanze della casa interna ed esterna, risuonano i passi felpati di chi vi abita; si annidano singolari miti di cui ciascuno è portatore, lasciando spazio a oggetti come cimeli da custodire, arredi come beni preziosi da conservare, tramandare, traslocare.

Cos’è casa? Scrive l’autrice, “la casa è una necessità essenziale e, né più né meno, è un pericolo essenziale. Ci si può perdere sia rimanendo sempre dentro che cercando sempre fuori e sia dentro che fuori ci si può salvare”.

Casa: immagine archetipica, rifugio di ventre materno, spazio di prigione, ambiente di fuga, sorgente di calore, luogo dell’ anima, luce di desideri, fluente contenitore e contenuto, dove si incuneano riti e tracce dell’avventura della propria esistenza, e dove ogni soglia superata è un passo in avanti e ogni gradino salito è sempre nuovo e sempre diverso.

Nel libro di Carla Stroppa non si è mai soli; si trova la propria casa d’infanzia e tutte le dimore che, in qualche modo, ci hanno accolto e ospitato nel corso dell’esistenza, che richiede trasformazione, cambiamento interiore e continui processi di rinascita.

A partire dal dipinto di Magritte, copertina del libro, il lettore incontra e dialoga con poeti, letterati, filosofi, psicoanalisti e pazienti, cercando immagini della casa natia: focolare di necessità individuale e sociale, guscio protettivo e ristoro dell’anima.

L’autrice, riprendendo “La ricerca simbolica” di Edward Whitmont, racconta di casi e case interessanti che, nella relazione paziente-terapeuta, attivano simboli vivi, elementi indispensabili allo sviluppo della coscienza.

Le stanze oniriche della casa diventano luogo di percorso di conoscenza di sé e - come scrive l’autrice - “approdi a una trasformazione dello sguardo con cui si vede se stessi e la vita”.

La casa, luogo dell’anima, permette di vedere sempre qualcosa di nuovo, di vitale e in continua evoluzione, poiché ogni luogo che abitiamo è un giardino interiore che dimora tra realtà e immaginazione, tra sogno e rêverie. Grazie, Carla Stroppa!